Lingua italiana
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Italiano (Italiano)
Parlato in: 	Italia ed altri 29 paesi.
Persone: 	70 milioni
Classifica: 	19
Famiglie linguistiche: 	Indoeuropee

 Italiche
  romanze
   Italiano
Stati ufficiali
Paesi: 	Unione europea, Italia, San Marino, Slovenia, Croazia, Citt del Vaticano, Svizzera
Regolata da: 	Accademia della Crusca
Classificazione
ISO 639-1 	it
ISO 639-2 	ita
SIL 	ITN
Estratto in lingua
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - Art.1
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Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
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L'Italiano (Ascolta ascolta?)  una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Esiste un gran numero di dialetti neo-romanzi.

L'italiano moderno , come tutte le lingue nazionali, un dialetto che  riuscito a far carriera; ad imporsi, cio, come lingua ufficiale di una regione molto pi vasta di quella originaria. In questo caso fu il dialetto fiorentino, parlato a Firenze, a prevalere, non tanto per ragioni politiche - come spesso capitava - ma per il prestigio culturale di cui era portatore. Il toscano, ed il fiorentino illustre (in quanto arricchito di prestiti dal siciliano, francese e latino) in particolare, era in effetti la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati i tre massimi scrittori italiani. Naturalmente, era anche la lingua colta della citt di Firenze, stimata per la sua prosperit culturale lungo i secoli e per la sua splendida architettura.
Indice
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    * 1 Influenze linguistiche
    * 2 Dialetti
    * 3 Presenza nel mondo
    * 4 Fonetica
          o 4.1 Vocali
          o 4.2 Consonanti
    * 5 Alfabeto
    * 6 Voci correlate

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Influenze linguistiche

Prima dell'avvento dell'Impero romano,  l'etrusco ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca  stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza pu esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione  ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualit della dominazione romana sul Continente,  facile capire perch il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli Ostrogoti e i Longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono pi o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze pi conservative e vicine al latino.
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Dialetti

I numerosi dialetti italo-romanzi possono essere classificati in base alle loro comuni origine linguistiche. Provengono tutti dal latino, ma i sostrati delle lingue precedenti alla conquista romana e soprattutto i superstrati dovuti ai contatti con vari popoli hanno differenziato da regione a regione lo sviluppo di ogni parlata locale. Recentemente si tende a isolare i dialetti settentrionali (romanzi occidentali) da quelli centro-meridionali ("romanzi orientali"): la distinzione viene amplificata soprattutto per motivi politici, supponendo un'origine "celtica" dei dialetti settentrionali. In realt il sostrato celtico (ammesso che sia esistito) pu aver influito sui dialetti "gallo-italici", non certo sul veneto; che i dialetti settentrionali (anche quelli cosiddetti "gallo-italici") sono pienamente romanzi e non celtici; che i dialetti settentrionali condividono molte caratteristiche morfologiche con i dialetti del resto d'Italia (come i plurali non sigmatici); che soltanto fonologicamente si pu parlare di "romanzo occidentale", ma la caduta delle vocali atone non avviene solo al Nord ma anche in molte parti del Sud specialmente in Campania, Molise e Puglia. E' altres vero che i dialetti del Nord sono anche definiti gallo-italici o gallo-romanzi non per questioni "politiche", ma per la presenza delle cosiddette vocali turbate come  ed  in Lombardia, Emilia-Romagna (province di Piacenza e Parma), Piemonte e Liguria; per la presenza di strutture grammaticali note come "gallicismi" e riscontrabili anche in francese o spagnolo: sun/sum dr a mangi/mangi/mai/magn/magnar/magnr/magner come je suis en tren de manger in francese o estoy en tren de comer in spagnolo; per la possibilit della formulazione delle frasi interrogative tramite una sorta di "inversione" (fenomeno diffuso in Lombardia ed Emilia-Romagna) come in francese (piacentino "mangi?": te a t' mang? che pu essere reso con te mangiat?); la vocale a accentata tende a diventare  oppure  specialmente in varie zone del Piemonte e dell'Emilia-Romagna (altro elemento riscontrabile anche in francese); presenza della nasalizzazione della n (come in francese) in vari dialetti. Ovviamente, queste caratteristiche che mettono in luce alcuni riflessi di un'antica lingua celtica, la lingua di sostrato del territorio, non sono riscontrabili (almeno cos massicciamente e contemporaneamente) in Veneto, Trentino e Friuli-Venezia Giulia che sarebbero inscritte in un'area linguistica non gallo-romanza. La presenza di vocali turbate  ed  che per alcuni studiosi  il residuo di un substrato celtico, per altri sarebbe invece un superstrato germanico portato con le invasioni barbariche alla caduta dell'Impero Romano. Il tratto pi caratteristico  la lenizione, una caratteristica tipicamente romanza-occidentale. Un tipo di lenizione si  comunque recentemente sviluppato anche al sud, sia pur con caratteristiche diverse, ed in Toscana (attestata dal XVI secolo) con modalit particolarissime che le hanno fruttato il nome di "gorgia". Al giorno d'oggi molti linguisti sono concordi nel raggruppare gli idiomi gallo-italici italiani, quelli retoromanzi e veneti in un unico sistema: il sistema linguistico reto-cisalpino (Atti del convengo internazionale degli studi sulle lingue romanze dell'Italia del Nord, Trento, 21-23 ottobre 1993) non certo per ragioni "politiche" o per volont di secessione dal resto della penisola. Secondo questa teoria, gli idiomi retoromanzi costituiscono una variet pi conservativa di una lingua "padana" comune (da intendersi "della Val Padana", "settentrionale" e non da interpretare con riferimenti alla politica) assestatasi nell'alto medioevo. Viene aggiunto che la variante centro-occidentale di questa lingua ha in seguito assorbito numerose innovazioni di origine francese, dando luogo agli idiomi del gruppo cisalpino (idiomi galloromanzi italiani e veneto). Molti linguisti sono concordi nel sostenere che i cosiddetti "dialetti" del Nord, delle province di Massa Carrara, Pesaro Urbino, Campania, Puglia meridionale (Salento), Basilicata, Calabria e Sicilia non siano da considerarsi tali, bens vere e proprie lingue strutturalmente separate dall'italiano (cos le classifica e definisce l'Atlante Linguistico Ethnologue). Inoltre, come tali sono annotate nell'Unesco Red Book of Endangered Languages che le riconosce come lingue regionali minoritarie. La ragione  che esse, secondo certi studiosi, non sarebbero variet locali o sociali (dialetti, appunto) dell'italiano, ma sistemi linguistici autonomi con altra origine, diversa da quella del toscano, altra grammatica, e dunque non solo per i vari gradi di intelligibilit tra di loro o con l'italiano. Cos come qualcuno forzatamente sostiene un'origine celtica dei dialetti settentrionali o gallo-italici per ragioni politiche, c' anche chi, per opposte vedute politiche pretende di discriminare le lingue, siano esse del Nord o del Sud, sulla base della loro pretesa inferiorit.


    * Dialetti settentrionali (romanzo occidentale con elementi di transizione verso il romanzo orientale)
          o Gallo-italici:
                + piemontese (Torino, Asti, Cuneo, Alessandria, Vercelli)
                + lombardo orientale (Bergamo, Brescia, Crema)
                + lombardo occidentale o insubre (Insubria)(Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Sondrio, Lodi, Novara, Verbania, Canton Ticino)
                + genovese o ligure (Genova, La Spezia, Savona, Imperia, Appennino Alessandrino, Appennino Piacentino)
                + emiliano (Pavia, Oltrep Pavese, Piacenza, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna)
                + romagnolo (Ravenna, Forl, Cesena, Rimini, Pesaro, Urbino, Repubblica di San Marino)
          o veneto (Venezia, Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Belluno, Rovigo, Trento, Trieste e Venezia Giulia)
          o friulano (Friuli Venezia Giulia: Udine, Pordenone)
          o istrioto
    * Dialetti centro-meridionali (romanzo orientale)
          o Dialetti toscani
                + toscano (Firenze, Siena, Pisa, Lucca, Arezzo)
                + corso (Corsica)
          o Centro :
                + romanesco (Roma)
                + viterbese
                + umbro
                + marchigiano (centrale) (Marche)
                + cicolano-reatino-aquilano
                + aquilano (L'Aquila)
          o Sud:
                + abruzzese (Pescara)

    *
          o
                + campano (Napoli)
                + lucano
                + pugliese- Salento escluso (Bari)
          o Estremo sud:
                + salentino (Lecce)
                + calabrese (Reggio Calabria)
                + siciliano (Palermo)

(Nota: il pantesco, dialetto siciliano di Pantelleria, ha forti influssi arabi)

I dialetti della Sardegna (sassarese, logudorese e campidanese, il gallurese invece, simile al corso oltremontano, appartiene alla categoria dei dialetti italiani centromeridionali) e gli idiomi retoromanzi (romancio, ladino, friulano) non possono a rigore essere considerati dialetti "italiani", anche se qualche linguista ritiene che quest'ultimi siano i residui di una "latinit occidentale" che in passato comprendeva tutta la pianura padana, formando cos un diasistema che andava dall'Istria fino alla Spagna (Alicante), lasciando probabilmente fuori il veneto, l'idioma romanzo occidentale pi simile al romanzo orientale, sia per la fonotassi che perla morfologia e anche il lessico.
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Presenza nel mondo

L'italiano  unica lingua ufficiale in Italia e San Marino. Nella Citt del Vaticano  usata correntemente ed  la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino.  una lingua ufficiale (insieme allo sloveno) in qualche comune costiero della Slovenia e in Istria (Croazia) accanto al croato.  anche una delle lingue ufficiali in Svizzera (10% dei parlanti) - e precisamente nel Canton Ticino e nei Grigioni- insieme a Tedesco (63%), Francese (25%) e Romancio.
L'italiano  per diffusissimo a Malta, dove molti lo parlano e pi o meno tutti lo capiscono (il presidente maltese in carica dal 1999 si chiama Guido de Marco), e dove fu lingua ufficiale fino al 1931, nelle zone costiere della Dalmazia (Croazia) e in Albania. Buona diffusione ha anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia (dove  lingua di lavoro, insieme all'inglese), Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese  stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile). In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunit italiane (Stati Uniti, Sud America (specialmente Brasile e Argentina), Australia, Canada, Francia, Germania e Belgio soprattutto), che oggi cercano di recuperare e tramandare a figli e nipoti la loro cultura e lingua d'origine.
Notiamo infine come la lingua italiana, pur classificandosi solo al 19 posto tra le lingue pi parlate al mondo (70 milioni di parlanti circa),  la terza pi studiata come lingua straniera, dopo inglese e francese e prima di tedesco e spagnolo. Questo grazie al fascino che l'Italia ha nel mondo e all'opera preziosa degli Istituti italiani di cultura. Considerando coloro che lo parlano come seconda lingua, il numero sale a 120 milioni.

Secondo uno studio della Unione Europea,  al secondo posto come lingua pi parlata nell'ambito europeo (16%), accanto a francese e inglese, ma diventa la quarta (18%) se si considerano le lingue parlate e studiate [1].

Purtroppo, nel 2005, l'italiano  uscito dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell'Unione Europea, al quale appartengono l'inglese, il francese e il tedesco ([2])
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Fonetica
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Vocali
fonema 	parole
[a] 	nave, galassia
[e] 	pianeta, rete
[?] 	sfera, zero
[i] 	mito, riso
[o] 	confronto, ordine
[?] 	vuoto, bucolico
[u] 	numero, nulla

Nota:

 possibile ascoltare anche la vocale [?], come completamento del suono di una consonante. Essa nella lingua scritta viene o tralasciata o trascritta come 'e'.

Esempio:

    "La C di 'cento' si legge 'ce'"

        in cui "ce" viene solitamente letto [??] piuttosto che [?e]

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Consonanti

Tra parentesi quadre gli allofoni di [n] alveolare.
	Bilabiale 	Labiodentale 	Dentale 	Alveolare 	Postalveolare 	Palatale 	Velare
Nasali 		m 		[?] 		[n] 		n 				? 		[?]
Occlusive 	p 	b 			t 	d 							k 	g
Fricative 			f 	v 			s 	z 	? 					
Affricate 					? 	? 			? 	? 				
Vibranti 								r 						
Vibrati 								? 						
Laterali 								l 				? 		
Approssimanti 												j 		w
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Alfabeto

L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti k, j, w, x, y esistono solo in parole d'origine straniera o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto () solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. L'accento grafico  obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cio l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico  facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.
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Voci correlate

    * Lingue parlate in Italia
    * Grammatica italiana
    * Lingua volgare
    * Placiti cassinesi
    * Indovinello veronese


Lingue ufficiali dell'Unione Europea 	
Ceco | Danese | Estone | Finnico | Francese | Greco | Inglese | Italiano | Lettone | Lituano | Maltese | Olandese | Polacco | Portoghese | Slovacco | Sloveno | Spagnolo | Svedese | Tedesco | Ungherese

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